Arbi, un’azienda all’insegna della sostenibilità


Back the pack: Su cosa basare la scelta di un imballaggio sostenibile? È questo il tema dell’incontro a cui ha partecipato l’azienda Arbi Dario presso l’Università Bocconi di Milano. Invito ricevuto dall’Istituto Sant’Anna di Pisa, partner nel progetto, rappresentato in questa sede da Natalia Gusmerotti.

Innovazione, tradizione, qualità, rispetto e tradizionalità sono i valori che, da oltre 50 anni, contraddistinguono l’operato di Arbi.

Un’azienda da sempre attenta alle innovazioni, che fa della sicurezza alimentare e della nutrizione alcune fra le sue priorità. Un lavoro di ricerca e sviluppo volto a migliorare la qualità dei prodotti – in termini di valori nutrizionali adatti a una dieta sana equilibrata, con un occhio di riguardo nei confronti di bambini e famiglie – e la sostenibilità degli imballaggi.

Ed è proprio la sostenibilità uno degli argomenti di maggiore importanza. Cosa fare per essere realmente rispettosi e responsabili? Beh, per un’azienda come Arbi che opera prevalentemente nel territorio marino è molto importante garantirne la salvaguardia con le proprie attività. Per questo motivo Arbi ha deciso di stringere una partnership con l’istituto Sant’Anna di Pisa, per svolgere il proprio lavoro in maniera corretta, operando principalmente su due ambiti:

  1. Salvaguardia e tutela dei mari
  2. Riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi.

È proprio su questo aspetto che verte l’intervento di Alessandro Arbi, vicepresidente e Responsabile degli impianti industriali e del reparto di Ricerca e Sviluppo. “La partita è aperta tutti i giorni” – afferma – “Dobbiamo essere costanti e cercare di trovare soluzioni in ogni ambito senza mai fermarsi”.

L’impegno di Arbi in merito alla riduzione della plastica in packaging e imballaggi può essere riassunto in pochi dati:

  1. 2018: 32.000 kg di plastica in meno
  2. 2019: 13.000 kg di plastica in meno
  3. 2020: 11.000 kg di plastica in meno
  4. 2022: 39.000 kg di plastica in meno

Per un totale di oltre 95.000 kg di plastica eliminati in meno di 5 anni. Un’ottima previsione, non credete?