Blue Resolution: il punto sul progetto


Siamo arrivati ai primi giorni di maggio, a quasi un anno di distanza dall’avvio del progetto denominato Blue Resolution. A che punto sono i lavori?

Come riporta anche il Corriere della Sera, il progetto consta di tre fasi, una per anno. “Al momento abbiamo costruito e testato il robot”- afferma Marcello Calisti, coordinatore scientifico del progetto – “La valutazione ha riguardato il consumo energetico della batteria, la qualità delle immagini delle telecamere e la capacità di interagire con l’ambiente circostante”. In estate verrà ultimata la fase di monitoraggio che verificherà la quantità di plastica presente nelle aree del Mar Tirreno. Il secondo anno, invece, sarà destinato al prelievo delle microplastiche dal fondale grazie all’utilizzo del Robot chiamato Silver II. “Nelle zone dove saranno presenti maggiori accumuli di plastica – spiega Calisti – si creerà una stazione di raccolta subacquea. La plastica raccolta sarà elaborata da artisti e influencer per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema”.

L’obiettivo per il terzo anno distingue questo robot dagli altri creati per l’eliminazione delle microplastica. Silver II, infatti, è pensato per prelevare i sedimenti presenti sul fondale e analizzarli direttamente sott’acqua”. Lo scopo del progetto di Blue Resolution non mira a ripulire il Mediterraneo, ma una porzione di circa 2500 metri quadrati d’acqua, l’equivalente di una piscina olimpionica. “È vero, si tratta di una goccia nell’oceano, ma noi vogliamo mostrare il problema, verificare la fattibilità delle missioni e, in caso, il progetto potrà essere scalato con la costruzione di più robot”.

Un progetto, finanziato dall’azienda Dario Arbi Spa, di difficile esecuzione, che sta mettendo in luce tutta la bravura dell’esperto team di lavoro dell’Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Ma siamo certi che ne varrà la pena!