Giovani e appassionati, ecco i guerrieri antiplastica


Proteggere e salvaguardare il mare, è questo l’intento primario di Marcello Calisti e altri ricercatori italiani.

Giovani, curiosi, poco più che trentenni e con il sogno di combattere l’inquinamento e far risplendere i fondali marini. Perché, con oltre 8 milioni di tonnellate di plastica che si trovano sul fondo dell’oceano, c’è bisogno di un vero e proprio piano anti-inquinamento, con dati e scienza a supporto, per combattere il problema e far aprire gli occhi a tutte le persone che non conoscono la situazione attuale.

Andare fino in fondo agli abissi, «prendere una bottiglietta a 200 metri di profondità e scriverci sopra che forse si decomporrà nel 2400, giusto per ricordarlo a tutti».
È con questa metafora che Marcello Calisti, 34enne ricercatore di BioRobotica all’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, espone la sua attività in merito al progetto Blue Resolution, che mira a ripulire i fondali marini dalla plastica.

Ed è proprio per questo che, proprio negli abissi, calerà il suo “granchio”, chiamato Silver 2. Un piccolo robot a sei gambe telecomandato «che cammina ma non nuota, progettato per scendere fino a 200 metri: prende campioni ma può anche ripulire i fondali dalla plastica».
I primi test fatti all’Elba hanno dato esito positivo, ma solo grazie ai fondi forniti dalla ditta Arbi l’esperimento sta avendo un seguito. «Sotto ci sono dei cimiteri di plastica, fanno paura» dice. Ma la paura si combatte: «Voglio riportarla su e mostrare a tutti quello che stiamo davvero facendo al mare».

di GIACOMO TALIGNANI – tratto da Repubblica.it del 27/7/2018