Impollinatori e Microplastiche 

Impollinatori e microplastiche: una ricerca per proteggere biodiversità e territorio 

Una collaborazione scientifica tra Fondazione Arbi – Blue Resolution ETS e Università degli Studi di Firenze 

Fondazione Arbi – Blue Resolution ETS ha avviato una collaborazione di ricerca con il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze per studiare l’impatto delle microplastiche e di altri contaminanti ambientali sulla salute degli insetti impollinatori. 

Il progetto nasce dalla volontà di unire ricerca scientifica, conoscenza del territorio e azione ambientale concreta, con l’obiettivo di monitorare il territorio toscano e comprendere come l’inquinamento possa influire sulle capacità fisiche, cognitive e sulla sopravvivenza degli impollinatori. 

Gli insetti impollinatori sono fondamentali per la biodiversità, per gli equilibri degli ecosistemi e per la produzione alimentare. Proteggerli significa proteggere il futuro dei territori in cui viviamo. 

Il progetto 

La ricerca utilizzerà i bombi, in particolare Bombus terrestris, e altre specie di insetti impollinatori come bioindicatori naturali dello stato di salute degli ecosistemi. 

Grazie alla loro attività di foraggiamento e alla loro capacità di muoversi tra ambienti diversi, gli impollinatori possono aiutare a leggere in modo dinamico la presenza di contaminanti nel territorio. Il progetto analizzerà il gradiente di inquinamento tra aree naturali, aree urbane, contesti antropizzati e aree produttive, con particolare attenzione al territorio toscano e all’asse Pistoia-Firenze. 

L’obiettivo finale è contribuire alla definizione di un modello di monitoraggio ambientale capace di collegare la presenza di microplastiche agli effetti biologici sugli impollinatori, offrendo dati utili per strategie di tutela ambientale più efficaci. 

Perché studiare gli impollinatori 

Gli impollinatori non sono soltanto una componente essenziale della biodiversità: sono anche sentinelle ambientali. 

Alterazioni nel loro comportamento, nella capacità di orientamento, nell’apprendimento o nella sopravvivenza delle colonie possono indicare pressioni ambientali rilevanti. Studiare questi segnali permette di comprendere meglio gli effetti dell’inquinamento e di intervenire con maggiore consapevolezza nella protezione degli ecosistemi. 

Le microplastiche rappresentano oggi una delle forme di contaminazione più diffuse e complesse da monitorare. Capire come entrano in contatto con gli organismi viventi e quali conseguenze producono è una sfida scientifica e ambientale prioritaria. 

Le attività previste 

Il progetto si svilupperà attraverso un programma triennale di attività scientifiche, operative e divulgative. 

  • Selezione dei siti e disegno sperimentale 

Saranno individuate aree di studio lungo un gradiente di urbanizzazione e antropizzazione, con particolare riferimento al territorio compreso tra Pistoia e Firenze e ad altre aree toscane di interesse. 

  • Campionamento e monitoraggio ambientale 

Saranno realizzate attività periodiche di campionamento e osservazione degli impollinatori, con il supporto operativo sul territorio e il monitoraggio dello stato delle colonie. 

  • Analisi di laboratorio e test etologici 

I campioni raccolti saranno analizzati per individuare e caratterizzare la presenza di microplastiche. Parallelamente saranno svolti test etologici per valutare eventuali effetti sulle capacità cognitive, sull’orientamento e sulle performance degli impollinatori. 

  • Divulgazione e sensibilizzazione 

Il progetto prevede anche momenti pubblici, workshop e attività di comunicazione per condividere i risultati della ricerca, sensibilizzare cittadini e stakeholder locali e promuovere una maggiore attenzione verso la tutela degli impollinatori. 

I risultati attesi 

La collaborazione mira a produrre risultati scientifici e strumenti utili per il territorio, tra cui: 

  • una mappa del rischio legato alla presenza di microplastiche lungo il gradiente Pistoia-Firenze; 
  • una valutazione dell’impatto delle microplastiche sulla salute degli impollinatori, con particolare riferimento ai bombi; 
  • un protocollo di monitoraggio “green” basato sull’utilizzo degli impollinatori come bioindicatori della contaminazione ambientale; 
  • un report tecnico finale che metta in relazione i livelli di contaminazione con eventuali deficit cognitivi, fisiologici e comportamentali osservati; 
  • la diffusione dei risultati attraverso pubblicazioni scientifiche, congressi, incontri pubblici e attività. 

Il nostro impegno 

Con questo progetto, Fondazione Arbi – Blue Resolution ETS rafforza il proprio impegno per la salvaguardia dell’ambiente, la tutela della biodiversità e la promozione di una cultura scientifica accessibile e condivisa. 

Crediamo che la protezione degli ecosistemi passi dalla conoscenza, dal monitoraggio e dalla partecipazione attiva dei territori. Studiare gli impollinatori significa ascoltare segnali preziosi dell’ambiente e trasformarli in strumenti concreti per la tutela del futuro.